Ridere è una delle attività più antiche e misteriose che l’essere umano conosca. Gli scienziati hanno scoperto che la risata attiva il sistema limbico, la parte del cervello legata alle emozioni, e rilascia endorfine che migliorano l’umore. Ma cosa ci fa davvero ridere? Principalmente l’incongruenza: il nostro cervello si aspetta qualcosa, e quando riceve il contrario, scatta il meccanismo comico. Non siamo soli in questo: anche i ratti e gli scimpanzé producono suoni simili alla risata durante il gioco. Certo, probabilmente non apprezzano le barzellette sullo zodiaco, ma è già qualcosa. Nella storia, il rapporto con l’umorismo è cambiato moltissimo: gli Antichi Romani, per esempio, amavano l’ironia pungente rivolta ai potenti, alle stranezze fisiche altrui e alle situazioni imbarazzanti della vita quotidiana. Il poeta Marziale era un maestro del sarcasmo, e i graffiti di Pompei ci hanno consegnato battute che farebbero ancora sorridere oggi. Insomma, la comicità è nel DNA dell’umanità. E cosa c’è di meglio, allora, di una barzelletta che unisce astrologia e ironia domestica? Quella che segue è un classico del genere: semplice, fulminante e capace di colpire chiunque abbia almeno un amico con l’oroscopo come religione.
Barzelletta: quanti segni zodiacali servono per cambiare una lampadina?
Ariete: Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina? Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.
Toro: Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina? Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.
Gemelli: Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina? Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro dell’attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.
Cancro: Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina? Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.
Leone: Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina? Un Leone non cambia lampadine, c’è già lui che illumina il mondo!
Vergine: Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina? Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro ancora per decidere di chi è la colpa, e dieci per ripulire la casa mentre gli altri lavorano.
Bilancia: Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina? Due, uno a destra e l’altro a sinistra, in perfetto equilibrio, simmetria e coordinazione motoria.
Scorpione: Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina? Uno, ma se è il giorno dell’arrabbiatura la rifulmina con il solo sguardo.
Sagittario: Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina? Il sole brilla, c’è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?
Capricorno: Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina? Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine se non ci trovano il loro tornaconto.
Acquario: Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina? Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l’unico capace di ridare la luce al mondo.
Pesci: Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina? Perché, è forse mancata la luce?
Perché questa barzelletta fa ridere (anche chi non crede all’oroscopo)
Il meccanismo comico qui è doppio. Da un lato, la struttura ripetitiva della domanda — “quanti [segno] sono necessari per cambiare una lampadina?” — crea un’aspettativa che viene sistematicamente tradita da ogni risposta. Dall’altro, ogni battuta amplifica in chiave assurda i cliché associati a ciascun segno zodiacale: la testardaggine del Toro, il narcisismo del Leone, il perfezionismo maniacale della Vergine, la testa fra le nuvole dei Pesci.
Il risultato è una satira affettuosa che funziona su due livelli: chi crede all’astrologia ci si riconosce (o riconosce qualcuno che conosce), chi non ci crede ride del fatto che questi stereotipi siano così radicati da sembrare universali. La battuta sui Pesci, in particolare, è forse la più riuscita: non è che non abbiano capito la domanda, è che vivono in una dimensione dove certe urgenze pratiche semplicemente non esistono.
